Statuto organico dell’Opera Pia del fu Ambrogio Fonti

CAPO I. Origine – Scopo – Sede – Redditi.

Origine e Sede.
ART.1 – L’Opera pia Ambrogio Fonti che ha sede in Roma trae la sua origine da Testamento e Codicillo di Ambrogio Fonti in data 25 e 26 Ottobre 1683, rogato per gli atti del Notaro Clemente lacobuzzi successore di Giuseppe Fecchia; a detta Eredità nella qualifica di erede proprietaria Venne chiamata la Compagnia di S. Michele Arcangelo ai corridori di Borgo (ora Opera Pia) con pesi, legati ed oneri a titolo di benemerenza, culto e beneficenza, per il che ritenuta Opera pia in (pianto a questa ultima parte Oggi si regge secondo le norme tracciate dalla legge 3 agosto 1802, e relativo regolamento 27 Novembre dello stesso anno (nota: Ora poi si regge con le norme tracciate dalla legge 17 luglio 1890, N. 6972, e relativi regolamenti).

Scopo.
ART.2 – A monte delle disposizioni testamentarie di Ambrogio Fonti la Ven. Compagnia di S. Michele Arcangelo ai corridori di Castello in Borgo (ora Opera Pia) era chiamata erede con l’obbligo della prestazione di alcuni legali per una sol volta, e con il peso di un anniversario e di n.52 Messe all’anno, ed infine con la condizione di erogare gli annui sopravanzi delle entrate in tante doti da conferirsi a Zitelle tanto Romane che forestiere abitanti nel Rione Ponte da preferirsi le più prossime alla casa di esso Testatore.

In seguito però delle prescrizioni stabilite dalla Congregazione della Sagra Visita Apostolica con Decreti 4 Marzo 1850 la Compagnia di S. Michele Arcangelo (ora Opera Pia) erede sulla Eredità. Fonti distribuisce:

1° Un Legato di Lire 63 cent. 96 : 25 alla Compagnia amministratrice con il peso della celebrazione di n.° 52 Messe lette, e di un Anniversario in ogni anno ;

2° Assegno annuo di L. 161 : 25 alla detta Compagnia per supplire alle spese dei Ministri o Salariati.

3° Canone di L. 215 alla detta Compagnia per la cessione fatta dalla medesima di due piccole case (in seguito ridotto un sol casamento) sulla Piazza di Ponte S. Angelo numeri 1, 2 e 3 ora 17, 18 e 19.

4° Censo di L. 67 cent. 18 e 75 in sorte principale di L. 1343:75 alla ragione del 5 % a favore dell’Opera Pia Iacobelli sulla casa in via di Ripetta dal numero 233 al 236, essendo stato creato il sunnominato debito per estinguere un peso annuo di L. 107 : 50.

5° Ed una sovvenzione annua di L. 537.50 prima a favore della Compagnia amministratrice in forza di Decreto della Sagra Visita Apostolica del 20 aprile 1825, e dipoi a favore dell’Opera pia lacobelli in virtù di altro Decreto della Sagra Visita stessa emanato li 4 marzo 1850.

6° Finalmente eroga gli annui sopravanzi in tante Doti da conferirsi a quelle Zitelle che abitano nel Rione Ponte, e preferibilmente a quelle che hanno il reale domicilio di famiglia in via Banchi cioè in maggiore prossimità dell’abitazione del Testatore Ambrogio Fonti che abitava in una casa in Piazza S. Spirito oggi casamento Sterbini.

Redditi.
АRT. 3 – I mezzi con cui la Compagnia amministratrice della Eredità Fonti (ora Opera Pia) provvede allo scopo della istituzione consistono in rendite provenienti da fondi urbani, affitti pel godimento dell’Acqua Vergine e da Con­solidati come risulta dallo stato patrimoniale fatto compilare d’ufficio nel luglio 1878 dalla R. Prefettura.

CAPO II. Amministrazione.

АRT. 4 – La Ven. Compagnia di S. Michele Arcangelo ai corridori di Borgo in Moina (ora Opera Pia) rappresentata dai Guardiani e Camerlengo pro tempore amministra e dirige l’Eredità Fonti e fin dal 1850 in virtù del Decreto della Sagra Visita Apostolica ne conserva distinti lo scopo e la speciale natura. ____ separate le attività e passività del rispettivo patrimonio.

ART. 5 – A quest’oggetto la Ven. Compagnia si atterrà al presente Statuto organico perciò che riguarda l’indole e gl’interessi particolari della Eredità Fonti; ed al proprio Statuto organico generale per ciò che riguarda le adunanza e convocazioni, le votazioni e deliberazioni, le attribuzioni dei suoi capi, e le norme generali amministrative; in quanto il detto Statuto e, norme amministrative saranno in armonia con le vigenti leggi, poiché, in caso contrario si atterrà alle prescrizioni generali della legge sulla amministrazione delle Opere Pie.

CAPO III. Del modo con cui si raggiunge Io scopo benefico voluto dal testatore.

Doti.
АRT. 6 – Le Doti sono in quel numero che entra nella cifra risultata dai Consuntivi annuali, e ciascuna di esse accende alla somma di Lire 231:12 cioè Lire 215 per sussidio dotale, e Lire 16:12 per ogni roverso od ammantamento nell’atto della consegna del Cedolino alla Zitiella, nella Chiesa di S. Michele Arcangelo ai corridori di castello in Borgo, in occasione della Festività del Santo Protettore.

АRT. 7 – La Compagnia erede (ora Opera Pia) conferisce le suddette Doti alle Zitelle Cristiane Cattoliche più prossime alla Casa del Testatore in seguito di una domanda in iscritto avanzata dalle medesime alla Banca Maggiore con il rescritto ili povertà, e dei buoni costumi da rilasciarsi dal Sindaco, non che dal Parroco della Parrocchia, cui la Zitella appartiene per l’attuale dimora, о dal Parroco della Cura a cui ha già appartenuto se la dimora della Zitella nel Rione Ponte fosse minore di un anno; e con un certificato rilasciato dall’Ufficio Regionale di statistica comprovante il loro domicilio reale nel Rione Ponte. La Banca Maggiore redige ogni anno una nota delle supplicanti e ne prende cognizione sia col verificare se l’abitazione della Zitella è veramente quella, sia col verificare la povertà, e moralità ; altra nota viene redatta eziandio di quelle Zitelle, che sono più prossime alla Casa del Testatore, t se la più prossima è il primo anno che avanza la domanda, si preferisce quella Zitella che è meno prossima, ma che sono parecchi anni che ne fa la richiesta sempre però nel circondario prescritto del Rione Ponte.

ART. 8 – Il pagamento della Dote viene effettuato dalla Compagnia amministratrice dappresso consegna del Cedolino dotale e del Certificato civile ed ecclesiastico dell’eseguito matrimonio, mediante mandato a favore dei Coniugi, da esigersi presso quella Casa ove trovasi depositato il danaro della Eredità Fonti.

ART. 9 – Perdono ogni diritto sulle Doti quelle Zi­telle, che in seguito del conferimento della Dote si rilevassero di cattivi costumi, e quelle che abbiano oltrepassato l’età di anni 45, niun diritto o compenso può pretendersi dalle famiglie delle Zitelle dotate, morte anteriormente al matrimonio.

ART. 10 – Giusta il costume e consuetudine di Roma e di questa Compagnia, tutte le Zitelle, a cui sono stati assegnati sussidi dotali dovranno ogni due anni presentare la Cedola Dotale al Computista di questa Compagnia (ora Opera Pia) unitamente alla fede del Parroco e del Sindaco del luogo dove avranno abitato noli’ ultimo anno, comprovante la loro buona condotta civile e religiosa allo scopo di apporvi la solita vidimazione quale presentazione non effettuandosi nel termine di mesi due, dal trascorso biennio, s’intenderà la Zitella ipso jure decaduta dal diritto di consegnare la Dote la quale prima dell’applicazione della Legge 3 agosto 1862 sull’Opere pie andava a ricadere a lavoro della Compagnia per speciali concessioni Pontificie: da quell’epoca però in avanti tutte le Doti conferite, e non pagate, tornano in avanzo all’Opera pia istessa.

CAPO IV. Impiegati.

АRT. 11 – Gl’Impiegati della Compagnia di S. Michele Arcangelo (ora Opera Pia) nelle qualifiche di Segretario, Соmputista, Procuratore, Esattore e Portiere presteranno servizio anche per questa Eredità, la quale contribuisce al loro stipendio in proporzione delle sue rendite, parte con la somma di Lire 161:25, come all’ART. 2 — Scopo — Tit. Il e parte con assegni preventivati nei bilanci annuali.

Articolo addizionale.

ART. 12 – La Compagnia di S. Michele Arcangelo ai cor­ridori di Borgo (ora Opera Pia) col rinunziare totalmente alle ricadenze intende riservato e farsi diritto di rimborso per le maggiori spese di amministrazione sostenute del proprio oltre la cifra assegnata dalla Sagra Visita di Lire 161:25 annuali, e ciò dall’applicazione della legge 2 Agosto 1862 ossia dall’anno 1871 a tutto l’anno 1878 inclusivamente. Fatto in doppio originale.

Roma 16 giugno 1879.